Oltre il corpo anche la mente deve rimanere sana e attiva

The 5 Resets
di Aditi Nerurkar


Viviamo in un’epoca in cui lo stress è diventato la colonna sonora costante delle nostre giornate: notifiche, responsabilità familiari, scadenze, preoccupazioni economiche, salute da monitorare. Dopo i 50 anni, quando la vita avrebbe dovuto iniziare a rallentare, molti scoprono che invece il rumore di fondo aumenta. È in questo contesto che il libro The 5 Resets: Rewire Your Brain and Body for Less Stress and More Resilience della dottoressa Aditi Nerurkar arriva come un’ancora di salvezza.
Basato su solide evidenze scientifiche e arricchito dalle storie dei suoi pazienti e dalla sua stessa esperienza personale, il libro propone cinque reset, cinque “ripartenze” che permettono di ricalibrare il nostro rapporto con lo stress—non per eliminarlo, ma per trasformarlo in una leva di resilienza, salute e longevità.
Chi è l’autrice?
La dott.ssa Aditi Nerurkar è un medico di Harvard specializzato in gestione dello stress e resilienza, ex direttrice di un programma di medicina integrativa e oggi divulgatrice scientifica per NBC News e Forbes. Il suo approccio unisce clinica, neuroscienze e comunicazione: un mix che rende The 5 Resets un libro rigoroso, accessibile e profondamente umano.
Stress e longevità: perché questo libro è importante per gli over 50
La ricerca scientifica è ormai chiara:
lo stress cronico accelera l’invecchiamento biologico, aumenta l’infiammazione, peggiora la qualità del sonno, danneggia il sistema cardiovascolare e indebolisce la memoria. Tutti aspetti critici proprio nella fase della vita over 50.
Comprendere come intervenire su mente e corpo non è solo una questione di benessere quotidiano, ma un vero e proprio intervento di longevità.
Il libro della dott.ssa Nerurkar si concentra su tecniche semplici, sostenibili e applicabili subito—perfette per chi non vuole ricette complicate ma strategie concrete.
Capitolo dopo capitolo: cosa insegna The 5 Resets
**Reset 1 — Get Clear on What Matters Most
Ritrovare le priorità e aggiungere anni alla vita**
La storia di Jeanette, colpita da ictus a 58 anni, è una potente metafora della nostra esistenza dopo i 50. La realtà cambia, il corpo cambia, le abitudini devono cambiare. Ma soprattutto cambia ciò che conta davvero.
Il primo reset invita a:
riconoscere dove si è (zona della paura, della crescita o dell’apprendimento),
capire ciò che davvero ha valore,
costruire un obiettivo MOST: Motivating, Objective, Small, Timely.
Questo ha un impatto diretto sulla longevità:
la ricerca dimostra che avere uno scopo chiaro riduce il rischio di mortalità, migliora le funzioni cognitive e abbassa il livello di infiammazione sistemica. È quello che nelle Blue Zones viene chiamato Ikigai—e che molti, dopo i 50, riscoprono quasi per necessità.
Perché funziona: uno scopo concreto calma l’amigdala, riattiva la corteccia prefrontale e riduce lo stress tossico.
**Reset 2 — Find Quiet in a Noisy World
Spegnere il rumore digitale per vivere meglio (e più a lungo)**
La storia di Nicole è quella di molti di noi: notifiche continue, attenzione frammentata, sonno disturbato, ansia costante. La dott.ssa Nerurkar chiama questo stato “popcorn brain”: la mente salta da uno stimolo all’altro senza mai trovare calma.
In un’epoca post-50, in cui il sonno diventa più fragile, la memoria richiede più cura e la regolazione emotiva più consapevolezza, questo reset è vitale.
Il libro suggerisce:
spegnere notifiche non essenziali,
creare un'“ora di quiete digitale” ogni sera,
vietare gli schermi prima di dormire,
sostituire lo scroll con lettura, meditazione o stretching leggero.
Gli studi lo confermano: limitare l’uso serale di smartphone migliora la qualità del sonno profondo, essenziale per la prevenzione della demenza, per la regolazione dell’insulina e per la riparazione cellulare.
Perché funziona: calma il sistema nervoso, riduce il cortisolo e migliora i meccanismi di rigenerazione.
**Reset 3 — Sync Your Brain and Your Body
Riallineare mente e corpo: il segreto anti-stress più sottovalutato**
Il terzo reset è forse il più potente per chi vede nella longevità un percorso quotidiano.
La dott.ssa Nerurkar mostra, attraverso dati e testimonianze, come il corpo parli al cervello e il cervello al corpo. Uno dei passaggi più efficaci è la tecnica stop-breathe-be, una pausa consapevole collegata a un gesto quotidiano: prima di aprire una porta, prima di sedersi, prima di iniziare una telefonata.
Lo stress cronico nasce dalla disconnessione tra ciò che pensiamo e ciò che il nostro corpo vive.
Il reset 3 integra tre pilastri che oggi sono considerati cardini della longevità:
1. Pausa consapevole
Interrompe il flusso automatico e riattiva il sistema parasimpatico.
2. Movimento quotidiano (anche solo 20 minuti di passeggiata)
È una forma di meditazione attiva, ottima per ridurre infiammazione, glicemia e ansia—tutti fattori di invecchiamento accelerato.
3. Dieta per il microbiota
Il microbiota comunica direttamente con il cervello attraverso il nervo vago.
La dieta mediterranea (fibre, frutta, verdura, fermentati) è una delle più studiate e raccomandate proprio per migliorare questo asse.
Perché funziona: armonizzare mente e corpo rallenta l’invecchiamento biologico e aumenta la resilienza allo stress.
**Reset 4 — Come Up for Air
Respirare, fermarsi, recuperare: la formula per non bruciarsi dopo i 50**
Holly, nel libro, rappresenta perfettamente il rischio di burnout invisibile che colpisce molti adulti: responsabilità familiari, lavoro, caregiving, tecnologia che accelera tutto.
Il reset 4 introduce strumenti pratici:
micro-pause durante la giornata,
monotasking (che migliora la memoria e abbassa il cortisolo),
tecnica del pomodoro,
fake commute per chi lavora da casa,
“sticky feet”, una tecnica di grounding momentaneo.
Il principio chiave è il Goldilocks stress: la quantità “giusta” di stress è positiva. Troppo poco spegne la motivazione, troppo accelera l’invecchiamento.
Per chi ha superato i 50:
fare pause adeguate significa proteggere il cervello,
evitare multitasking significa proteggere la memoria,
monotasking significa migliorare il metabolismo e la performance cognitiva.
Perché funziona: il recupero è un fattore essenziale della longevità. Non possiamo vivere a lungo se viviamo sempre in modalità survival.
**Reset 5 — Bring Your Best Self Forward
Coltivare la compassione per vivere più felici e più a lungo**
Il quinto reset introduce strumenti che oggi la scienza considera veri e propri interventi di longevità psicologica:
1. Gratitudine quotidiana
Scrivere 5 cose per cui si è grati riduce infiammazione e migliora il sonno.
2. Expressive writing
La scrittura emotiva ha effetti documentati su immunità, cuore e stabilità emotiva.
3. “Living a lifetime in a day”
Integrare nella giornata elementi di gioco, connessione sociale, movimento, relax, cura di sé.
4. Una lettera d’amore a sé stessi
Potente simbolo di auto-riconoscimento e auto-compassione.
Perché funziona: la gentilezza verso sé stessi riduce gli ormoni dello stress, migliora la regolazione emotiva e supporta la longevità mentale.
Conclusione: un libro che allunga la vita perché migliora il modo di viverla
Se c’è un messaggio chiave in questo libro, è che non possiamo eliminare lo stress, ma possiamo trasformarlo.
Dopo i 50 anni, questo significa davvero vivere meglio e più a lungo. Significa proteggere il cervello, il cuore, il sonno, il metabolismo e le relazioni. Significa rallentare l’età biologica attraverso la cura quotidiana del proprio sistema mente-corpo.
The 5 Resets non promette miracoli.
Promette qualcosa di più prezioso: un ritorno a sé stessi, alla calma, alle priorità, all’equilibrio.
È, in fondo, un libro sulla longevità—solo raccontata attraverso una lente diversa: quella dello stress come insegnante, non come nemico.
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