
Ogni gennaio Las Vegas diventa la capitale mondiale del futuro. Luci, schermi, prototipi, promesse. Il CES – Consumer Electronics Show – è da sempre la fiera dell’“effetto wow”. Ma se guardiamo con attenzione quello che è emerso dal CES 2026, soprattutto nell’area salute e benessere, una cosa appare chiara: la tecnologia non vuole più solo stupirci. Vuole accompagnarci. Monitorarci. Proteggerci. E, sempre più spesso, aiutarci a vivere meglio e più a lungo.
Per chi ha superato i 50 anni questo cambio di paradigma è fondamentale. Perché la longevità non è fatta di miracoli, ma di segnali deboli intercettati in tempo, di autonomia preservata, di qualità della vita quotidiana. Ed è proprio qui che il CES 2026 ha mostrato il suo volto più interessante.
Uno dei fili conduttori più forti del CES 2026 è stato il monitoraggio “invisibile”. Niente più aghi, laboratori, dispositivi complicati. La salute entra nei gesti quotidiani: andare in bagno, respirare, guardarsi allo specchio.
Vivoo è stata una delle protagoniste più sorprendenti. Da una parte il Smart Toilet Clip-on, un piccolo sensore che si aggancia al WC e analizza automaticamente l’urina a ogni utilizzo, fornendo indicazioni sull’idratazione. Un gesto banale che diventa un dato utile, senza fare nulla di diverso dal solito. Per chi è over 50, l’idratazione non è un dettaglio: incide su pressione, reni, energia mentale, rischio di cadute.
Dall’altra parte, Vivoo ha presentato FlowPad, il primo assorbente “smart” capace di analizzare il sangue mestruale e misurare l’FSH, un ormone chiave per capire fertilità, perimenopausa e menopausa. Anche qui il messaggio è chiaro: la prevenzione non deve essere invasiva, deve inserirsi nella vita reale. Un tema importantissimo per le donne over 50, spesso lasciate sole proprio nella fase di maggior cambiamento ormonale.
Ancora più futuristico – ma incredibilmente concreto – è Isaac di PreEvnt, un piccolo dispositivo da portare al collo che stima la glicemia analizzando il respiro. Niente sensori sottopelle, niente aghi. Soffi e ottieni un’indicazione sull’andamento degli zuccheri nel sangue. Se pensiamo a quanto la stabilità glicemica sia centrale per la longevità, capiamo perché questo tipo di tecnologia potrebbe essere un vero spartiacque nei prossimi anni.
E poi c’è lo specchio della longevità di NuraLogix: ti guardi per 30 secondi e l’AI analizza micro-variabili del flusso sanguigno del viso, stimando età biologica, salute cardiovascolare e metabolica. Non è magia, è ottica transdermica. Ma l’effetto è potente: trasformare il momento più quotidiano – guardarsi allo specchio – in un check-up di prevenzione.



Se c’è un altro grande protagonista del CES 2026 è il cervello. Non più solo fitness e muscoli, ma sistema nervoso, stress cronico, sonno.
Gli auricolari NAOX Wave sono un esempio perfetto di questa nuova direzione. Sembrano normali earbuds wireless, ma integrano sensori EEG miniaturizzati che monitorano l’attività cerebrale durante la giornata. Mentre ascolti musica, il dispositivo raccoglie dati su stress, concentrazione, sonno e persino sull’“età” del cervello. Per chi ha superato i 50 anni, la salute cognitiva è una delle grandi paure silenziose. Tecnologie come questa puntano a intercettare cambiamenti molto prima che diventino sintomi.
Sul fronte del sonno e del recupero emotivo, il CES 2026 ha mostrato soluzioni che sembrano uscite da un film di fantascienza, ma rispondono a un bisogno reale. Il pod a gravità zero di Reconcept è una capsula immersiva che combina posizione anti-gravità, massaggi robotizzati e stimoli sonori per “resettare” il sistema nervoso. Nato per l’esercito e gli atleti, oggi viene proposto anche come strumento anti-burnout. Perché lo stress cronico non accorcia solo le giornate: accorcia la vita.
E poi c’è la stimolazione del nervo vago, sempre più presente nei prodotti visti a Las Vegas. Dispositivi come WillSleep puntano a migliorare insonnia e ansia notturna senza farmaci, agendo direttamente sul sistema parasimpatico. Un tema enorme per chi, con l’età, dorme peggio e paga il prezzo in termini di infiammazione, memoria e metabolismo.



Al CES 2026 è emersa con forza un’idea semplice ma potentissima: vivere a lungo non serve a nulla se perdiamo autonomia.
Il Strutt EV1 è una sorta di carrozzina smart a guida autonoma, controllabile anche con la voce. Non è solo un ausilio: è un mezzo per restituire indipendenza. Sensori, AI e navigazione assistita permettono di muoversi in sicurezza anche in ambienti complessi. È la tecnologia che si mette al servizio della dignità.
Un approccio simile, ma ancora più sottile, è quello di NaviCane, il bastone intelligente per non vedenti. Sensori multispettrali e feedback aptico trasformano un oggetto tradizionale in un vero “cane guida elettronico”. Anche qui il tema non è il gadget, ma la possibilità di continuare a muoversi nel mondo.
Perfino il bagno diventa uno spazio di sicurezza con lo Smart Toilet Neo di VOVO, capace di inviare un alert se una persona anziana non utilizza la toilette per molte ore. Può sembrare curioso, ma per chi vive solo può fare la differenza tra un soccorso tempestivo e una tragedia silenziosa.



La longevità non è solo evitare le malattie, ma anche sentirsi bene nel proprio corpo. E su questo fronte il CES 2026 ha mostrato una maturità nuova.
La maschera LED di L’Oréal, ultra-sottile e flessibile, utilizza luce rossa e infrarossa per stimolare la pelle in profondità. Non è solo beauty: la pelle è un organo, e il suo invecchiamento racconta molto dello stato infiammatorio generale.
Ancora più estremo – ma indicativo – è la BodyFriend AI Massage Chair, una poltrona che muove passivamente braccia e gambe dell’utente. Stretching, mobilità articolare, circolazione. Per chi ha ridotta mobilità, anche il recupero passivo diventa una forma di prevenzione.


Se dovessimo riassumere il CES 2026 in una frase, potremmo dire questo: la tecnologia sta smettendo di promettere l’immortalità e sta iniziando a costruire una longevità possibile.
Per il pubblico over 50 questo è un messaggio importante. Non servono superpoteri. Servono strumenti che ci aiutino a capire prima, a intervenire meglio, a restare autonomi più a lungo.
Il futuro della longevità non è fatto di un singolo dispositivo miracoloso, ma di un ecosistema silenzioso che lavora mentre viviamo. E, a giudicare da quello che abbiamo visto a Las Vegas, questo futuro è molto più vicino – e molto più umano – di quanto pensassimo.
Ricevi notizie, consigli e prodotti per una longevità sana e attiva