Body Scan Neko Health e longevità: perché la prevenzione è la vera medicina del futuro

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Se ti dicessi che oggi esiste un luogo dove, in meno di un’ora, puoi ottenere una mappa estremamente dettagliata del tuo stato di salute, probabilmente penseresti a un film di fantascienza. E invece no: succede davvero, nel cuore di Londra. Si chiama Neko Health e, dopo averlo provato di persona nella sede di Covent Garden, posso dirlo senza esitazioni: questa esperienza rappresenta uno degli esempi più concreti e interessanti di medicina preventiva avanzata oggi disponibili.

Dallo streaming alla salute: la visione di Daniel Ek

Dopo aver trasformato per sempre il modo in cui ascoltiamo musica con Spotify, Daniel Ek ha deciso di affrontare un’altra “scatola nera”: la salute umana. Insieme all’ingegnere industriale Hjalmar Nilsson, ha fondato Neko Health con un’idea tanto ambiziosa quanto logica: usare dati, algoritmi e intelligenza artificiale per capire prima, non per curare dopo.

L’interesse è enorme. Le liste d’attesa superano oggi le 60.000 persone, un segnale chiaro: siamo stanchi di una medicina che interviene solo quando qualcosa si rompe. Siamo pronti – soprattutto dopo i 50 anni – a passare dalla cura alla prevenzione proattiva.

Sono entrato in questa clinica dal sapore decisamente sci-fi per capire se si trattasse di una rivoluzione necessaria o dell’ennesimo giocattolo tecnologico per pochi privilegiati.

Neko Health non è una clinica tradizionale. È stata definita da molti come un vero e proprio “ospedale AI”, un luogo dove tecnologia, intelligenza artificiale e medicina si incontrano con un obiettivo molto chiaro: intercettare i segnali deboli della malattia prima che diventino un problema serio. Un approccio che, per chi ha superato i 50 anni, non è solo affascinante. È essenziale.

Dalla cura alla prevenzione: un cambio di paradigma

Il concetto alla base di Neko Health è tanto semplice quanto rivoluzionario: raccogliere una quantità enorme di dati sul corpo umano, analizzarli con sistemi di intelligenza artificiale e trasformarli in informazioni utili per il futuro della nostra salute.

Non si tratta del classico check-up annuale fatto di qualche esame del sangue e di una visita veloce. Qui l’obiettivo è costruire una baseline di salute, una fotografia iniziale estremamente precisa da cui partire per monitorare nel tempo ogni cambiamento rilevante.

Ed è proprio questo che rende Neko Health particolarmente interessante in ottica di longevità. Dopo i 50 anni, infatti, il rischio maggiore non è tanto “ammalarsi all’improvviso”, quanto non accorgersi per tempo di ciò che sta lentamente cambiando: una glicemia che inizia a oscillare, una rigidità arteriosa che aumenta, una massa muscolare che cala, una lesione cutanea che evolve in silenzio.

Entrare in clinica è come entrare nel futuro

Varcata la soglia della clinica, la sensazione è immediata: qui non sei in un ospedale tradizionale. L’ambiente è minimale, luminoso, silenzioso. Tutto è bianco, essenziale, quasi iper-razionale. Sembra di entrare in una clinica che avrebbe potuto progettare Apple, o in una sorta di astronave sanitaria del 2050.

Dopo l’accettazione, vieni accompagnato nella zona di preparazione, dove indossi una vestaglia bianca e delle calzature futuristiche – qualcuno le ha definite ironicamente “pantofole Balenciaga”. È un dettaglio secondario, ma contribuisce a rendere l’esperienza quasi surreale.

La scansione total body: il cuore dell’esperienza Neko

Il momento centrale è la scansione total body. Si entra in una stanza dominata da uno scanner che utilizza oltre 50 sensori e che, nell’arco di circa un’ora, raccoglie qualcosa come 50 milioni di punti dati, generando più di 15 gigabyte di informazioni sul tuo corpo.

Succesivamente si entra nello scanner (un cilindro che viene chiuso con una porta scorrevole alle tue spalle) e, in circa 10 secondi, una combinazione di telecamere a luce visibile e termica cattura oltre 2.000 immagini ad alta risoluzione della pelle. Non è un semplice servizio fotografico: l’intelligenza artificiale di Neko analizza ogni centimetro del corpo, creando un vero e proprio catalogo digitale dei nei e delle lesioni cutanee.

Il valore non sta nella singola scansione, ma nella traiettoria. Monitorando nel tempo l’evoluzione di ogni singolo segno, l’AI è in grado di individuare cambiamenti impercettibili all’occhio umano, anche di pochi decimi di millimetro.

I numeri sono impressionanti: nel 2023, su 2.777 scansioni effettuate, Neko ha individuato 10 casi di melanoma maligno. In oncologia il tempo è tutto, e questa tecnologia può diventare un vero sistema di allerta precoce.

La procedura è non invasiva, indolore e sorprendentemente semplice. Ma ciò che colpisce è la profondità dell’analisi: non si guarda solo “se va tutto bene”, ma come sta realmente funzionando il corpo, oggi e potenzialmente domani.

La mappatura dei nei: quando la prevenzione diventa reale

Uno degli aspetti più impressionanti – e, per me, anche il più significativo – è la mappatura completa dei nei.

Nel mio caso, il sistema ha fotografato e analizzato oltre 2.000 nei distribuiti su tutto il corpo. Migliaia di immagini ad altissima risoluzione vengono utilizzate per assegnare a ogni neo un identificatore univoco, permettendo di monitorare nel tempo anche variazioni minime, fino a 0,2 millimetri.

Tra questi oltre duemila nei, quattro sono stati segnalati come meritevoli di attenzione. Nessun allarme immediato, nessun messaggio catastrofico. Solo un’indicazione chiara: questi punti vanno tenuti sotto controllo.

Uno in particolare – localizzato sulla testa, in una zona difficilmente osservabile da soli – ha richiesto un’analisi ancora più approfondita. Ed è qui che si comprende davvero il valore di un sistema del genere.

A distanza di alcuni giorni dalla scansione, ho ricevuto un referto dermatologico specifico, dettagliato e molto chiaro, che mi invitava a effettuare una visita dermatologica urgente e più approfondita. Non una raccomandazione generica, ma una valutazione basata sui dati, sulle immagini e sull’analisi comparativa effettuata dall’intelligenza artificiale.

Al rientro in Italia ho fatto vedere il referto al mio medico curante, la quale mi ha fatto una richiesta di vista dermatologica urgente, dopo la quale mi è stato fissato un intervento di rimozione del neo ed un successivo esame istologico.

Per chi ha superato i 50 anni, questo passaggio è tutt’altro che secondario. Sappiamo bene che il melanoma e altre forme di tumore cutaneo non danno segnali evidenti nelle fasi iniziali e che spesso vengono scoperti tardi, o per caso. Avere un sistema che intercetta cambiamenti invisibili all’occhio umano, soprattutto in zone difficili da controllare, può davvero fare la differenza.

Qui la prevenzione smette di essere teoria e diventa azione concreta. Non ti dice che sei malato. Ti dice: “Questo punto merita attenzione, adesso”. E ti mette nelle condizioni di agire per tempo.

Cuore, vasi e metabolismo: guardare oltre i valori standard

La valutazione cardiovascolare è un altro punto di forza dell’esperienza. La pressione sanguigna viene misurata non solo sulle braccia, ma anche sulle caviglie, per valutare la qualità della circolazione periferica. Uno scanner laser analizza la rigidità arteriosa, uno dei migliori indicatori dell’invecchiamento vascolare.

Vengono poi effettuati esami del sangue completi, che includono glucosio, profilo lipidico e altri parametri metabolici fondamentali. Non manca la misurazione della pressione oculare, utile per individuare precocemente problemi come il glaucoma.

Infine, un test spesso sottovalutato ma estremamente significativo: la forza di presa. Numerosi studi dimostrano che la grip strength è uno dei migliori predittori di longevità, autonomia e mortalità negli anni successivi.

Il momento umano: l’incontro con il medico

Dopo la scansione arriva la parte forse più importante: la consultazione one-to-one con un medico qualificato. Qui la tecnologia non sostituisce il professionista, ma lo potenzia.

Su un grande schermo appare un avatar 3D del tuo corpo. Il medico può cliccare su ogni area e spiegarti in modo visivo e comprensibile cosa emerge dai dati. È un modo completamente nuovo di parlare di salute: meno astratto, più concreto, più coinvolgente.

Tutti i dati vengono caricati immediatamente sull’app Neko Health, senza attese, grazie a sistemi digitali integrati.

Perché Neko Health è particolarmente interessante dopo i 50 anni

Anche se questa esperienza viene spesso consigliata tra i 30 e i 50 anni, è proprio dopo i 50 che il suo valore aumenta in modo esponenziale.

A questa età non basta più sapere che “oggi va tutto bene”. Serve capire come sta cambiando il corpo nel tempo, dove intervenire e soprattutto quando farlo.

La filosofia di Neko è chiara: piccoli aggiustamenti oggi – meno sale, più movimento, protezione solare quotidiana – possono modificare drasticamente la tua traiettoria di salute domani.

La longevità non è vivere di più a qualsiasi costo, ma vivere più a lungo mantenendo qualità della vita, autonomia e lucidità mentale. Ed è esattamente questo il tipo di approccio che Neko Health propone.

Costi, pro e contro: una valutazione onesta

Il costo dell’esperienza è di circa 300 Euro. Considerata la quantità e la qualità dei dati raccolti, il rapporto qualità-prezzo è sorprendentemente buono.

I principali vantaggi sono la rapidità (circa un’ora), l’approccio fortemente preventivo e la precisione dei dati. I limiti riguardano soprattutto le liste d’attesa, che in alcuni casi superano l’anno.

Nel complesso, la mia valutazione personale è Ottima.

C’è da considerare anche un rischio sistemico: Neko intercetta potenziali problemi, ma poi è il sistema sanitario pubblico a doversene occupare. Questo potrebbe creare sovraccarico o gestire falsi positivi che non richiederebbero interventi immediati.

La domanda è legittima: stiamo creando una sanità a due velocità?

Il futuro della medicina (e della longevità) passa dalla prevenzione intelligente

Neko Health non è perfetta, ma rappresenta una anticipazione concreta del futuro della medicina: più predittiva, più personalizzata, più basata sui dati e meno reattiva.

Per chi si occupa di longevità – e per chi, semplicemente, vuole invecchiare meglio – esperienze come questa mostrano chiaramente una direzione possibile. Il futuro non sarà fatto solo di più farmaci, ma di più consapevolezza, più monitoraggio intelligente e decisioni prese prima che sia troppo tardi.

E se davvero vogliamo vivere più a lungo e meglio dopo i 50 anni, forse il primo passo è proprio questo: conoscere il nostro corpo in profondità, prima che sia lui a sorprenderci.

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