Pensiero positivo: interrompiamo il Self Talk negativo per vivere più a lungo

Indice

L’abitudine di parlare a se stessi internamente o ad alta voce viene definita dagli psicologi come Self Talk (dialogo interiore).

La ricerca ha dimostrato come questo fenomeno sia in grado di influenzare non solo il comportamento e la cognizione ma anche la nostra salute, il nostro benessere e la nostra longevità.

Più o meno consapevolmente, ognuno di noi parla continuamente con se stesso.

Secondo i ricercatori, in media, un persona parla “tra sé e sé” con circa 51.000 parole al giorno. Un’abitudine ben radicata, quindi, che può e deve essere utilizzata al meglio.

È risaputo infatti come il linguaggio sia in grado di agire sull’inconscio, sul pensiero e, a catena, sugli stati d’animo, sulle azioni e quindi sui risultati.

Questo vale sia in positivo che in negativo.

Frasi o immagini positive possono infatti aiutare a ottimizzare una prestazione, a concentrarsi maggiormente, a migliorare la percezione che si ha di se stessi. Viceversa, se i nostri dialoghi interni sono troppo critici, negativi o pessimisti possono avere un effetto depressivo o peggio cadere nel fenomeno della profezia che si autoavvera.

Banalizzando, se mi alzo mattino e al primo inconveniente penso “sarà una giornata terribile” le probabilità che vada proprio così sono particolarmente alte.

Il dialogo interno affiora quindi automaticamente in ciascuno di noi, ma possiamo allenarlo per ottenere sempre migliori risultati nella vita.

Si parla di Self Talk per indicare la tecnica basata sul dialogo interiore che viene strutturato e gestito consapevolmente per essere utilizzato in modo efficace.

Obiettivo del Self Talk è quello di sviluppare l’autoinduzione dello stato emotivo desiderato: autocontrollo, attenzione, concentrazione, energia, autostima, carico motivazionale positivo, gestione ottimale delle proprie risorse.

Se i pensieri che ti passano per la testa sono per lo più negativi, è più probabile che la tua visione della vita sia pessimista. Se i tuoi pensieri sono per lo più positivi, probabilmente sei un ottimista, qualcuno che pratica il pensiero positivo.

I benefici per la salute del pensiero positivo

I ricercatori continuano a esplorare gli effetti del pensiero positivo e dell'ottimismo sulla salute.

I benefici per la salute che il pensiero positivo può fornire includono:

  • Maggiore longevità

  • Minori tassi di depressione

  • Livelli inferiori di angoscia e dolore

  • Maggiore resistenza alle malattie

  • Migliore benessere psico-fisico

  • Migliore salute cardiovascolare e ridotto rischio di morte per malattie cardiovascolari e ictus

  • Riduzione del rischio di morte per cancro

  • Ridotto rischio di morte per problemi respiratori

  • Ridotto rischio di morte per infezioni

  • Migliori capacità di fronteggiare le difficoltà ed i periodi di stress

Non è chiaro perché le persone che si impegnano nel pensiero positivo sperimentino questi benefici per la salute. Una teoria è che avere una prospettiva positiva ti consente di affrontare meglio situazioni stressanti, il che riduce gli effetti dannosi sulla salute dello stress sul tuo corpo.

Si ritiene inoltre che le persone positive e ottimiste tendano a vivere stili di vita più sani: svolgono più attività fisica, seguono una dieta più sana e non fumano né bevono alcolici in eccesso.

“Siamo ciò che pensiamo” – diceva Buddha: i nostri pensieri e la nostra costruzione della realtà influenzano inevitabilmente le nostre azioni.

Ma c’è una persona che al Self Talk ha dedicato una vita di studio, il Dott. Shad Helmstetter il quale con il supporto della ricerca nelle neuroscienze, afferma che il modo in cui i nostri cervelli sono cablati gioca un ruolo enorme nel determinare il nostro successo.

Il modo principale per modellare il nostro cervello (ovvero le nostre convinzioni, atteggiamenti, sentimenti e comportamenti) è attraverso il Self Talk il dialogo interiore.

Questo non deve significare letteralmente avere conversazioni con te stesso allo specchio o in pubblico; ha più a che fare con le cose che dici di te stesso, ad alta voce o nella tua mente. Ciò che dici costantemente a te o su te stesso, arriverai ad accettarlo e crederci, che sia vero o falso, buono o cattivo.

Il Dott. Helmstetter ha scritto diversi libri sul Self Talk e sulla Neuroplasticità ma il più conosciuto è quello dal titolo “What To Say When You Talk To Your Self”

(“Cosa dire quando parli con te stesso”) nel quale uno dei concetti centrali è che le nostre menti sono soggette a programmazione fin dalla tenera età.

Il Dott. Helmstetter afferma che le nostre convinzioni, comportamenti, atteggiamenti e percorsi di vita sono in gran parte modellati dalle influenze che ci circondano: genitori, insegnanti, colleghi, media e norme sociali.

Tuttavia, una parte significativa di questa programmazione può essere dannosa e limitante. Spesso comporta percezioni di sé negative e discorsi interiori che possono ostacolare la crescita personale e il successo.

Il Dott. Helmstetter, che nasce come linguista, introduce l'idea della riprogrammazione con lo stesso meccanismo di come si apprende la nostra lingua madre o una seconda lingua, ascoltando passivamente delle affermazioni che permetteranno consapevolmente di sostituire il dialogo interiore negativo e limitante con affermazioni positive e potenzianti, e quindi trasformare in modo significativo le nostre vite.

In questo video (che abbiamo sottotitolato in italiano) il Dott. Helmstetter spiega meglio il concetto del nuovo linguaggio:

Ci sono cinque livelli di dialogo interiore che servono come tabella di marcia per comprendere e migliorare il nostro Self Talk:

Livello 1: Accettazione negativa

Conversazione interiore dannosa in cui accettiamo convinzioni negative su noi stessi. Questo livello è costituito da affermazioni che iniziano con “non posso…”, “vorrei poter…”, “non…” e “sono troppo…” solo per citarne alcune. Le persone dicono cose come "Non mi ricordo i nomi" perché forse hanno avuto una brutta esperienza e hanno dimenticato il nome di qualcuno. Lo dicono costantemente perché ci credono, ma ci credono perché lo dicono costantemente. Anche se volessero essere bravi a ricordare i nomi, questo cambiamento non avverrebbe all'istante.Quando continui a nutrire il tuo cervello con indicazioni negative ("Raffaele, continui a dimenticare i nomi poiché non riesci a ricordarli"), sarà così all'infinito. Ecco perché il dottor Helmstetter afferma che questo livello di dialogo interiore "è il livello più basso e meno vantaggioso" che "paralizza le nostre migliori intenzioni e ci induce a diventare soddisfatti della mediocrità".

Livello 2: Riconoscimento e Bisogno di Cambiare

Riconosciamo i nostri comportamenti negativi ma ci sentiamo bloccati in essi. "Ho bisogno di..." e "Dovrei" sono esempi di modi per iniziare un'affermazione di Self Talk di Livello 2. Possono sembrare utili perché sappiamo tutti che riconoscere un problema è il primo passo cruciale per risolverlo. Tuttavia, continuano a fallire perché, da soli, non ti spingeranno a trovare quella soluzione. La verità è che un'affermazione come “dovrei davvero iniziare l’articolo” è un pensiero incompleto; è spesso seguito da un "ma" non detto che lo ricollega al dialogo interiore di livello 1: "... ma non riesco a concentrarmi (o sono troppo pigro)".

Livello 3: Decisione di cambiare

Decidiamo di cambiare, ma il nostro dialogo interiore è ancora al futuro, indicando esitazione. Questo è il livello in cui la positività inizia a prendere piede. Consiste in frasi che iniziano con "Non ho mai..." e "Non più… Trovo questo livello particolarmente interessante per la sua utilità nel rompere le cattive abitudini, ma ho pensato tra me e me, non sembra strano dire che non faccio mai qualcosa, se lo sto ancora facendo? È qui che entra in gioco la questione dell'onestà interiore. Ma ancora una volta, il cervello accetterà ciò che gli viene detto abbastanza frequentemente, che sia vero o falso, buono o cattivo.Usando un esempio tratto dal libro, se stai cercando di smettere di fumare, dire "non fumo mai" ogni volta che accendi una sigaretta non è necessariamente una bugia; è meglio vederlo come una riprogrammazione intenzionale del tuo cervello in modo che tu ci creda e alla fine agisca. Mi piace l'idea di parlare come se l'obiettivo che desideri fosse già stato raggiunto; il passato ha un senso di certezza.

Livello 4: Il te migliore (The Better you)

Dialogo interiore positivo che afferma la persona che vogliamo diventare, espressa al tempo presente. Il dottor Helmstetter lo descrive come "il tipo di dialogo interiore più efficace che possiamo mai usare". Le frasi di questo livello iniziano con "Io sono" e finiscono con qualunque cosa positiva tu voglia essere. Se sei come me, all'inizio questo potrebbe sentirsi a disagio perché probabilmente non ci sei abituato; potresti persino sentirti in colpa, dal momento che sembra troppo vanto o presunzione. Fortunatamente non lo è. Si tratta semplicemente di dire al tuo cervello cosa vuoi essere, come se fosse già così. Prova a dire ad alta voce "Sono organizzato. Faccio sempre le mie attività in tempo. Ho una grande memoria. Queste istruzioni per il tuo cervello sono molto più favorevoli al successo di "Non riesco a rimanere organizzato. Vorrei riuscire a portare a termine le mie attività in tempo. Non riesco proprio a ricordare niente.

Livello 5: Affermazione Universale

Dialogo interiore positivo ed edificante che trascende il vantaggio personale e cerca un bene superiore. Le affermazioni in questo livello iniziano con "è". Il dottor Helmstetter dice che queste includono "affermazioni orientate spiritualmente". Queste affermazioni «parlano di un'affinità divina dell'essere che trascende la nostra vita terrena e dà un senso più grande alla nostra esistenza». Sono stati usati nelle religioni antiche e possono assomigliare a un'affermazione come "Io sono tutt'uno con l'universo e l’Universo è uno con me".

Il dottor Helmstetter consiglia di sostituire i livelli 1 e 2 con il dialogo interiore dei livelli 3 e 4, il prima possibile.

Sappiate solo che ci vogliono tempo e impegno per recuperare anni di programmazione mentale difettosa o indesiderabile, al fine di sostituirla con una programmazione nuova, positiva e sana.

I 5 consigli per un Self Talk efficace

  • Datti del TU. Studi dimostrano che è più efficace parlare a se stessi con la seconda persona singolare anziché utilizzare IO.

  • Datti “istruzioni” brevi e dirette (“stai concentrato”, “rilassati”).

  • Sostituisci il “devo” con il “voglio”: il devo tende a caricarti di ansia, il voglio ti pone in una situazione di comando e ti motiva a gestire al meglio la situazione (“voglio davvero mangiare meno”, “voglio davvero smettere di fumare”)

  • Elimina – o almeno limita – la parola “NON”. Il cervello umano non coglie immediatamente la negazione. Per poter negare un pensiero, la mente deve prima visualizzarlo e poi “cancellarlo”: è una perdita di tempo. Per elaborare soluzioni e sfruttare al meglio le risorse molto meglio abituarsi a usare la forma positiva (“Concentrati” e non “non distrarti”).

  • Riconosci i pensieri disfunzionali e trasformali in funzionali: riconosci la tue frasi scoraggianti e negative e esercitati a trasformarle in frasi positive e motivanti. Con l’esercizio e l’allenamento, ti verrà sempre più naturale e automatico.

Come creare il proprio Self Talk

Il modo migliore per iniziare a praticare l'uso di Self-Talk è creare nuovi Self-Talk per se stessi. Per mostrarti quanto può essere facile, potresti dedicare qualche minuto e scrivere un breve copione di dialogo interiore che permette di riprogrammare le nostre credenze interiori.

Per migliorare il nostro approccio con la produttività potremmo dire:

“Sono organizzato e concentrato. Completo i miei compiti in tempo e mi diverto a farlo. Sono responsabile. Quando sorgono sfide, faccio tutto il necessario per superarle. Sono positivo, entusiasta, ottimista e gioioso, indipendentemente dalle circostanze. Sono un vincitore.”

Una frase del genere si potrebbe ripetere più volte nel corso della giornata ma, secondo il Dott. Helmstetter sarebbe opportuno registrarla e ascoltarla in loop in background in modo passivo la mattina mentre ci si prepara in bagno o mentre si fa colazione, facendo una vera e propria riprogrammazione del nostro cervello e secondo lui il segreto del successo sta proprio nella ripetizione.

Infatti il Dott. Helmstetter ha fondato negli anni ‘80 il Self Talk Institute con il quale forma trainer e coach che aiutano a migliorare con il Self Talk ma propone anche una app (in inglese) che contiene diversi “programmi“ con diversi obiettivi: Perdere Peso, Produttività, Autostima, Smettere di fumare, ecc.

Va bene parlare con te stesso. Alcuni potrebbero pensare che siate pazzi, ma quello stereotipo della follia non fa alcun favore a nessuno. In effetti, l'idea che "parlare da soli è una follia" è, di per sé, una follia.

È folle non voler migliorare noi stessi, le nostre circostanze, i nostri atteggiamenti nei confronti della vita, del nostro successo, della nostra salute e persino della nostra longevità.

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