SIRT6Activator e longevità: i primi risultati che fanno discutere, tra promesse e domande ancora aperte

Un piccolo studio condotto a Singapore su 21 persone tra 50 e 80 anni avrebbe prodotto miglioramenti interessanti nella forza muscolare, nella salute cognitiva e nel benessere mentale. Il protocollo comprendeva NMN e SIRT6Activator, un estratto di fucoidano commercializzato da DoNotAge. I dati hanno contribuito a portare il gruppo di ricerca alla fase finale dell’XPRIZE Healthspan. È una notizia promettente, ma non ancora la prova che un integratore possa “ringiovanire” l’organismo.

Negli ultimi anni la ricerca sulla longevità ha cambiato prospettiva. L’obiettivo non è più soltanto aggiungere anni alla vita, ma soprattutto aggiungere vita agli anni: conservare forza, lucidità mentale, autonomia e una buona risposta immunitaria il più a lungo possibile.

È il concetto di healthspan, cioè la durata della vita trascorsa in condizioni di salute ragionevolmente buone. Per chi ha superato i 50 anni, questa distinzione è tutt’altro che teorica. Vivere più a lungo è certamente desiderabile, ma lo è ancora di più poter continuare a camminare, viaggiare, lavorare, coltivare relazioni e affrontare la quotidianità senza dipendere costantemente dagli altri.

In questo scenario si inserisce una notizia che sta attirando l’attenzione della comunità della longevità: i risultati preliminari di un piccolo studio realizzato dalla NUS Academy for Healthy Longevity di Singapore, nell’ambito della competizione internazionale XPRIZE Healthspan.

Il protocollo sperimentale comprendeva diversi interventi, tra cui NMN e SIRT6Activator, un prodotto a base di fucoidano commercializzato da DoNotAge. Secondo i dati anticipati dall’azienda, dopo otto settimane i partecipanti avrebbero mostrato miglioramenti nella valutazione cognitiva, nella forza delle gambe, nella massa muscolare e nel benessere mentale.

Si tratta di risultati indubbiamente interessanti. Prima di trasformarli nella promessa di una nuova “pillola della giovinezza”, però, dobbiamo comprendere che cosa sia stato realmente osservato, che cosa sappiamo di SIRT6 e quali informazioni manchino ancora.

Che cos’è l’XPRIZE Healthspan

L’XPRIZE Healthspan è una competizione internazionale dedicata alla ricerca sull’invecchiamento in salute. È stata lanciata nel 2023 e si concluderà nel 2030.

Il montepremi complessivo della competizione Healthspan è di 101 milioni di dollari. Il premio finale potrà arrivare fino a 81 milioni, mentre altri 20 milioni sono destinati ai premi intermedi assegnati durante le diverse fasi. Per aggiudicarsi il massimo riconoscimento, un intervento dovrà dimostrare di poter migliorare le funzioni muscolari, cognitive e immunitarie in misura paragonabile a un ringiovanimento funzionale di almeno dieci anni, con l’obiettivo più ambizioso di arrivare a vent’anni.

Non si tratta quindi di far apparire una persona più giovane o di modificare un singolo indicatore di laboratorio. L’obiettivo è produrre un miglioramento misurabile in tre aree decisive per l’autonomia durante l’invecchiamento:

  • funzione muscolare;

  • capacità cognitive;

  • funzione immunitaria.

L’intervento dovrà inoltre agire in un periodo non superiore a un anno ed essere abbastanza sicuro e accessibile da poter essere applicato su vasta scala.

La competizione ha ricevuto inizialmente più di 600 candidature provenienti da 58 Paesi. Nel 2025 la NUS Academy for Healthy Longevity è stata inclusa tra i 40 gruppi premiati nella prima fase. Nell’agosto 2026 XPRIZE ha annunciato i gruppi finalisti che potranno proseguire con studi clinici più rigorosi fino al 2029.

A guidare questo centro di ricerca è la professoressa Andrea B. Maier, cofondatrice e direttrice della NUS Academy for Healthy Longevity e titolare della cattedra Oon Chiew Seng in Medicina presso la National University of Singapore. Medico e ricercatrice di fama internazionale nel campo della geroscienza e della medicina della longevità, Maier ha firmato oltre 490 pubblicazioni scientifiche e coordinato importanti studi clinici sull’invecchiamento umano.

Ho avuto personalmente il piacere di conoscerla a New York nel 2025. Questo rende per me particolarmente interessante seguire l’evoluzione del progetto: dietro i risultati di cui parliamo non c’è soltanto un’azienda di integratori, ma un gruppo accademico diretto da una delle studiose più autorevoli nel campo della longevità in salute. Naturalmente, il prestigio dei ricercatori non sostituisce la necessità di dati completi e verificabili, ma rappresenta un elemento importante per comprendere la solidità scientifica del percorso intrapreso.

Come riportato dal sito ufficiale di XPRIZE Healthspan, il fatto che una squadra raggiunga una fase avanzata della competizione rappresenta un riconoscimento della plausibilità scientifica e del potenziale del progetto. Non equivale, tuttavia, all’approvazione di uno specifico prodotto né dimostra già che l’intervento funzioni nella popolazione generale.

Che cosa ha rilevato lo studio preliminare

Per conquistare l’accesso alla fase successiva, il gruppo di Singapore ha condotto uno studio pilota della durata di otto settimane su 21 adulti relativamente sani, di età compresa tra 50 e 80 anni.

Secondo l’anticipazione diffusa da DoNotAge, i partecipanti che hanno seguito il protocollo comprendente NMN e SIRT6Activator avrebbero ottenuto:

  • un miglioramento del 34% nel punteggio utilizzato per valutare la salute cerebrale;

  • un aumento medio di 15 chilogrammi nel test di massima estensione del ginocchio, equivalente a circa 33 libbre;

  • un miglioramento della massa muscolare scheletrica e dell’indice di massa muscolare;

  • un miglioramento del benessere mentale.

Un incremento di 15 chilogrammi nella forza di estensione del ginocchio, se confermato e correttamente contestualizzato, sarebbe significativo. La forza degli arti inferiori è fondamentale per alzarsi da una sedia, salire le scale, camminare con sicurezza e ridurre il rischio di cadute. Dopo i 50 anni, mantenere la forza delle gambe è uno degli investimenti più importanti per proteggere l’autonomia futura.

Anche il miglioramento del punteggio cognitivo merita attenzione. Tuttavia, l’espressione “salute cerebrale migliorata del 34%” non permette ancora di capire quali abilità siano effettivamente cambiate. Memoria, attenzione, velocità di elaborazione e funzioni esecutive sono dimensioni differenti. Per interpretare correttamente la percentuale dovremo conoscere il nome del test, il punteggio iniziale, la variabilità dei risultati e il significato clinico della differenza osservata.

È inoltre importante ricordare che una variazione percentuale può apparire molto grande quando il valore di partenza è basso o quando la scala utilizzata è particolarmente sensibile. Senza la pubblicazione completa non possiamo stabilire se il miglioramento sia stato soltanto statisticamente rilevabile oppure anche concretamente percepibile nella vita quotidiana.

Il protagonista biologico: che cos’è SIRT6

SIRT6 è una delle sette sirtuine presenti nei mammiferi. Le sirtuine sono proteine coinvolte nella regolazione di diversi processi cellulari e dipendono, direttamente o indirettamente, dalla disponibilità di NAD+, una molecola essenziale per il metabolismo energetico.

SIRT6 agisce principalmente nel nucleo della cellula e partecipa a meccanismi riguardanti:

  • riparazione del DNA;

  • stabilità del genoma;

  • regolazione dell’infiammazione;

  • metabolismo del glucosio e dei grassi;

  • mantenimento dei telomeri;

  • risposta allo stress cellulare.

In modelli animali, modificare l’attività di SIRT6 può influenzare salute e longevità. Alcune specie particolarmente longeve sembrano possedere una capacità di riparazione del DNA associata a una maggiore efficienza di questa proteina. Sono osservazioni affascinanti, ma trasferire un meccanismo biologico dal laboratorio all’essere umano è sempre un passaggio complesso.

Una proteina coinvolta nell’invecchiamento non è automaticamente un interruttore che possiamo accendere per ringiovanire. Le stesse vie molecolari possono produrre effetti differenti in base al tessuto, alla dose, allo stato di salute e alla durata dell’intervento.

Che cosa contiene SIRT6Activator

Nel prodotto SIRT6Activator, la sostanza proposta come attivatore di SIRT6 è il fucoidano, un gruppo di polisaccaridi solforati ricavati soprattutto dalle alghe brune.

Uno studio di laboratorio pubblicato nel 2017 identificò un fucoidano estratto dall’alga Fucus distichus come possibile attivatore dell’attività enzimatica di SIRT6. Ricerche successive su cellule e modelli preclinici hanno approfondito il suo possibile ruolo nella riparazione del DNA e nel controllo di alcuni segnali associati alla senescenza cellulare.

Queste ricerche costituiscono il razionale biologico del prodotto, ma non dimostrano ancora che assumere oralmente fucoidano produca nell’organismo umano lo stesso effetto osservato su una proteina isolata o su cellule coltivate in laboratorio.

Il fucoidano, inoltre, non è una singola molecola perfettamente uniforme. Composizione, peso molecolare, grado di solfatazione, origine dell’alga e metodo di estrazione possono modificare notevolmente le sue proprietà. Non è quindi corretto supporre che tutti gli estratti di fucoidano siano equivalenti o che gli studi condotti su uno specifico estratto possano essere trasferiti automaticamente a qualsiasi altro prodotto.

Esiste già uno studio clinico specifico?

Oltre al protocollo utilizzato nella competizione, è stato registrato uno studio clinico dedicato specificamente al fucoidano presentato come attivatore di SIRT6.

Il progetto, sponsorizzato dalla National University of Singapore con la collaborazione, tra gli altri, di DoNotAge, prevede 60 uomini tra 50 e 80 anni in condizioni di pre-fragilità. I partecipanti vengono assegnati casualmente a 2,4 grammi al giorno di fucoidano oppure a un placebo per sei mesi.

Lo studio è progettato in modo molto più rigoroso: è randomizzato e controllato con placebo, con mascheramento di partecipanti, personale sanitario, ricercatori e valutatori. L’esito principale sarà il cambiamento dell’età biologica misurata attraverso la metilazione del DNA con GrimAge. Saranno valutati anche infiammazione, composizione corporea, forza, capacità cognitive, sonno, qualità della vita e diversi altri parametri.

Al momento della redazione di questo articolo, il registro ClinicalTrials.gov indica che lo studio è ancora in corso e che non sono disponibili risultati. Il completamento è previsto nel 2027.

Questo studio potrà fornire informazioni molto più affidabili sul contributo specifico del fucoidano, perché confronterà il trattamento con un placebo e utilizzerà un protocollo prestabilito.

Perché i risultati delle otto settimane non bastano ancora

Il primo limite evidente è la dimensione del campione: 21 persone sono poche. Uno studio pilota serve soprattutto a verificare la fattibilità di un protocollo, identificare segnali interessanti e progettare una sperimentazione più grande. Non è normalmente sufficiente per formulare raccomandazioni valide per milioni di persone.

Il secondo limite è la durata. Otto settimane possono mostrare cambiamenti rapidi, ma non ci dicono se tali cambiamenti si manterranno per sei mesi, un anno o più. Non ci permettono neppure di valutare adeguatamente eventuali effetti indesiderati poco frequenti o tardivi.

Il terzo punto riguarda il gruppo di controllo. Dalle informazioni rese pubbliche da DoNotAge non è possibile ricostruire con certezza se il pilot comprendesse un gruppo placebo, come fosse stata effettuata l’assegnazione e se partecipanti e valutatori fossero all’oscuro del trattamento ricevuto.

Questo è particolarmente importante nei test fisici e cognitivi. Ripetendo lo stesso esercizio dopo otto settimane si può ottenere un risultato migliore semplicemente perché si è imparato a eseguirlo, si è acquistata fiducia o si è più motivati. È il cosiddetto effetto di familiarizzazione. Anche le aspettative di chi sa di assumere un prodotto per la longevità possono influire su impegno, benessere percepito e prestazione.

Infine, il protocollo comprendeva più interventi, almeno NMN e SIRT6Activator. Non possiamo quindi attribuire il risultato al solo SIRT6Activator. Il miglioramento potrebbe dipendere dal fucoidano, dall’NMN, dalla loro combinazione, da altri componenti, da eventuali indicazioni sull’attività fisica o semplicemente dalla variabilità e dall’effetto di apprendimento.

La selezione del gruppo come finalista XPRIZE suggerisce che la documentazione completa sia stata considerata promettente dai valutatori. Ma, per il pubblico, i dati dettagliati non sono ancora stati sottoposti alla normale verifica di una pubblicazione scientifica sottoposta a revisione tra pari.

“Ringiovanire di dieci anni” non significa tornare biologicamente quarantenni

Il linguaggio utilizzato intorno alla competizione può facilmente generare un equivoco.

L’obiettivo dell’XPRIZE non è far diminuire di dieci anni l’età anagrafica, né necessariamente modificare un unico “orologio biologico”. Significa cercare di riportare determinate prestazioni muscolari, cognitive e immunitarie verso valori mediamente osservabili in persone più giovani.

Una persona di 70 anni potrebbe, per esempio, raggiungere una forza paragonabile a quella media di una persona di 60 anni. Sarebbe un risultato straordinariamente utile, ma non significherebbe avere un organismo interamente ringiovanito di dieci anni.

L’invecchiamento coinvolge contemporaneamente cervello, muscoli, ossa, cuore, vasi sanguigni, sistema immunitario e metabolismo. Nessun singolo test può riassumere da solo tutta questa complessità.

Cosa significa oggi per una persona over 50

La conclusione più equilibrata non è ignorare la notizia, ma neppure correre ad acquistare un integratore aspettandosi gli stessi risultati.

SIRT6 è un bersaglio scientifico molto interessante e il fucoidano possiede un razionale biologico degno di ulteriore ricerca. Il passaggio a studi clinici controllati rappresenta un progresso reale. Ci troviamo però ancora nella fase in cui si cercano conferme, dosaggi appropriati, durata degli effetti e profili di sicurezza.

“Disponibile come integratore” non significa “dimostrato come terapia anti-invecchiamento”. E naturale non significa automaticamente innocuo.

Chi assume anticoagulanti o antiaggreganti, deve affrontare un intervento chirurgico, presenta disturbi della coagulazione, allergie alle alghe, patologie croniche o segue terapie oncologiche dovrebbe evitare il fai-da-te e confrontarsi con il proprio medico o farmacista. Anche la qualità e la standardizzazione del prodotto possono fare la differenza.

Soprattutto, un integratore non dovrebbe sostituire gli interventi che oggi possiedono le prove più solide per conservare salute e autonomia dopo i 50 anni:

  • allenamento progressivo della forza;

  • attività aerobica regolare;

  • apporto proteico adeguato alle proprie condizioni;

  • alimentazione varia e poco industrializzata;

  • sonno sufficiente;

  • controllo di pressione, glicemia e colesterolo;

  • vaccinazioni e prevenzione;

  • relazioni sociali e stimoli cognitivi;

  • abolizione del fumo e moderazione dell’alcol.

Può sembrare meno futuristico di una molecola che attiva una sirtuina, ma il muscolo risponde in modo straordinario all’allenamento anche in età avanzata. E, diversamente dai dati preliminari sugli attivatori di SIRT6, gli effetti dell’esercizio su forza, equilibrio, metabolismo e rischio cardiovascolare sono sostenuti da un’enorme quantità di evidenze.

La vera notizia: la longevità sta entrando nella fase delle verifiche

L’aspetto più importante di questa vicenda non è la presunta scoperta di un integratore miracoloso. È il fatto che la scienza della longevità stia iniziando a sottoporre le proprie idee a prove umane più strutturate.

Per molti anni il settore è stato dominato da esperimenti su lieviti, vermi, moscerini, cellule e roditori. Questi modelli sono indispensabili, ma non possono dirci automaticamente cosa accadrà in una donna o in un uomo di 60, 70 o 80 anni.

L’XPRIZE Healthspan alza l’asticella: non basta modificare un biomarcatore. Occorre dimostrare che le persone diventino realmente più forti, più lucide e immunologicamente più resilienti, usando studi clinici comparabili e controllati.

I risultati preliminari del gruppo di Singapore sono quindi un buon punto di partenza. Un miglioramento della forza delle gambe, della massa muscolare e di alcuni punteggi cognitivi in sole otto settimane merita certamente attenzione. Ma il verbo corretto, oggi, è suggerire, non dimostrare.

Dovremo attendere la pubblicazione completa per conoscere il protocollo, l’eventuale gruppo di controllo, i test utilizzati, la significatività statistica, gli effetti individuali e gli eventi avversi. E dovremo attendere studi controllati più grandi per capire quale parte del risultato dipenda davvero dal fucoidano e dall’attivazione di SIRT6.

La buona scienza non spegne l’entusiasmo: lo trasforma in domande verificabili.

Per chi ha più di 50 anni, il messaggio più utile è questo: la possibilità di intervenire sui meccanismi dell’invecchiamento sta diventando progressivamente più concreta, ma non siamo ancora arrivati alla certezza di poter rallentare o invertire l’età biologica con un integratore.

Seguiamo quindi gli sviluppi con interesse, senza confondere una promettente qualificazione scientifica con una prova clinica definitiva. Nel frattempo, continuiamo a costruire la nostra longevità attraverso ciò che sappiamo già funzionare: muscoli allenati, metabolismo controllato, prevenzione, sonno e relazioni.

Se gli studi più rigorosi confermeranno il segnale iniziale, SIRT6Activator e il fucoidano potranno guadagnarsi un posto tra gli strumenti della longevità del futuro. Ma quel posto dovrà essere conquistato con dati pubblicati, confronti con placebo, risultati riproducibili e benefici che contino davvero nella vita delle persone.

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