
C’è un attrezzo che per anni è rimasto un po’ in disparte nelle palestre, spesso sottovalutato, a volte usato male, quasi mai raccontato fino in fondo. Eppure è uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione quando parliamo di salute, movimento e longevità, soprattutto dopo i 50 anni.
Parliamo del vogatore.
Il vogatore non è solo un attrezzo cardio, non è solo un esercizio di forza, non è solo un allenamento “brucia grassi”. È qualcosa di più profondo: è un gesto completo, coordinato, fluido, che coinvolge il corpo e la mente in modo sorprendentemente naturale. Ed è proprio questa completezza a renderlo così interessante per chi vuole invecchiare meglio, non semplicemente più lentamente.
Il gesto della vogata è uno dei movimenti più completi che il corpo umano possa fare. È un gesto antico, primordiale, che combina spinta, trazione, stabilità e coordinazione. Non a caso il canottaggio è considerato uno degli sport più completi in assoluto.
Sul vogatore questo gesto viene “tradotto” in un movimento continuo che coinvolge gambe, glutei, core, schiena, spalle e braccia, seguendo una sequenza precisa e armonica.
Non si tratta di spingere a caso, ma di imparare a muoversi bene, rispettando la biomeccanica del corpo.
Ed è qui che il vogatore diventa particolarmente interessante dopo i 50 anni: quando il corpo cambia, quando le articolazioni chiedono rispetto e quando non possiamo più permetterci allenamenti caotici o ad alto impatto.

Uno dei grandi problemi dell’attività fisica in età matura è l’impatto. Correre, saltare, fare movimenti esplosivi può diventare complicato — e spesso controproducente — se ginocchia, anche o schiena iniziano a farsi sentire.
Il vogatore, invece, è un allenamento a basso impatto. Si lavora da seduti, con un movimento fluido, senza colpi secchi, senza carichi compressivi eccessivi sulle articolazioni.
Questo lo rende ideale per chi:
ha dolori articolari ricorrenti
ha subito infortuni in passato
vuole allenarsi con continuità senza “pagare il prezzo” il giorno dopo
Allenarsi senza dolore significa allenarsi più a lungo nel tempo. E la longevità, ricordiamolo, non è fatta di exploit, ma di costanza.

Quando si parla di longevità, il sistema cardiovascolare è sempre al centro del discorso. Un cuore efficiente, elastico, ben allenato è uno dei migliori predittori di una vita lunga e autonoma.
Il vogatore è uno strumento straordinario da questo punto di vista perché coinvolge grandi masse muscolari in modo simultaneo. Questo obbliga cuore e polmoni a lavorare in modo coordinato, migliorando la capacità di trasportare ossigeno ai tessuti.
Allenarsi regolarmente sul vogatore aiuta a:
migliorare la resistenza cardiorespiratoria
aumentare la capacità aerobica
rendere il cuore più efficiente anche a riposo
Tutti fattori direttamente collegati alla riduzione del rischio cardiovascolare, una delle principali cause di problemi di salute dopo i 50 anni.

C’è un parametro di cui si parla sempre più spesso quando si discute di invecchiamento in salute: il VO₂ max, cioè la capacità massima del corpo di utilizzare ossigeno durante uno sforzo.
Questo valore tende a diminuire con l’età, ma la buona notizia è che può essere allenato. E il vogatore è uno degli strumenti più efficaci per farlo, perché combina sforzo aerobico e coinvolgimento muscolare globale.
Mantenere un buon VO₂ max significa:
maggiore energia nella vita quotidiana
minore affaticamento
maggiore resilienza fisica con il passare degli anni
In altre parole: più autonomia, più libertà, più qualità della vita.
Se volete approfondire questo argomento andate a leggere l'articolo dedicato qui
Uno dei grandi nemici dell’invecchiamento non è il tempo, ma la perdita di massa muscolare, nota come sarcopenia.
Meno muscoli significa meno forza, meno equilibrio, più rischio di cadute, più fragilità.
Il bello del vogatore è che non allena solo il fiato, ma anche la forza. Ogni colpo di vogata parte dalle gambe, attraversa il core e coinvolge la parte superiore del corpo.
È una forza funzionale, non estetica, quella che serve per:
alzarsi da una sedia
salire le scale
portare pesi
muoversi con sicurezza
Allenarsi così significa difendere il proprio corpo dall’invecchiamento funzionale, uno degli aspetti più sottovalutati della longevità.
Con l’età, il metabolismo rallenta. È fisiologico. Ma non è inevitabile subirlo passivamente.
Il vogatore, grazie al suo coinvolgimento muscolare totale, è un grande alleato per:
aumentare il dispendio energetico
migliorare la sensibilità insulinica
mantenere un peso più stabile nel tempo
Anche sessioni relativamente brevi, se fatte con regolarità, possono avere un impatto significativo sulla composizione corporea, aiutando a ridurre il grasso in eccesso e a preservare la massa magra.
E questo, ancora una volta, è longevità pratica: non vivere “a dieta”, ma vivere in un corpo che funziona meglio.
Il vogatore non è solo un allenamento fisico. È anche un allenamento mentale.
Il gesto ripetitivo, ritmico, quasi meditativo della vogata ha un effetto sorprendente sul sistema nervoso. Aiuta a:
ridurre lo stress
migliorare l’umore
favorire il rilascio di endorfine
migliorare la qualità del sonno
Molte persone descrivono la sessione sul vogatore come un momento di “reset mentale”. E questo è particolarmente importante dopo i 50 anni, quando stress, pensieri ricorrenti e tensioni accumulate possono diventare cronici.
Allenare la mente attraverso il corpo è uno dei segreti meglio custoditi della longevità.
Un altro grande vantaggio del vogatore è la sua adattabilità.
Non serve essere atleti. Non serve spingere sempre al massimo. Non serve confrontarsi con nessuno.
Puoi:
iniziare con 5–10 minuti
aumentare gradualmente il tempo
giocare con il ritmo
alternare fasi lente e fasi più intense
Il vogatore si adatta a te, non il contrario. Ed è proprio questa flessibilità che lo rende uno strumento ideale per costruire una routine sostenibile nel tempo.
Un aspetto fondamentale, soprattutto dopo i 50, è la tecnica.
Il vogatore non va “tirato con le braccia”. Il movimento corretto parte dalle gambe, passa dal core e solo alla fine coinvolge le braccia.
Imparare la tecnica giusta significa:
proteggere la schiena
lavorare meglio con meno fatica
ottenere più benefici a parità di sforzo
È un allenamento che premia l’intelligenza motoria più della forza bruta. E questo, ancora una volta, è un messaggio perfetto per chi vuole allenarsi con testa, non con ego.
Se dovessimo riassumere il ruolo del vogatore in una strategia di longevità, potremmo dire questo:
è uno strumento che unisce movimento, forza, resistenza, coordinazione e consapevolezza.
Non promette miracoli. Ma offre qualcosa di molto più prezioso:
la possibilità di continuare a muoversi bene, a lungo, con piacere.
E quando parliamo di longevità, questo è forse il vero obiettivo: non aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni.
Il vogatore non è una moda. È una scelta intelligente.
È un attrezzo che rispetta il corpo che cambia, che accompagna l’età invece di combatterla, che insegna a muoversi meglio prima ancora che più forte.
Se hai superato i 50 anni e stai cercando un modo efficace, sicuro e profondo per prenderti cura della tua salute, forse è il momento di sederti sul vogatore…
e iniziare a remare verso una longevità più attiva, più consapevole e più tua.
Ricevi notizie, consigli e prodotti per una longevità sana e attiva